La normazione tecnica volontaria fin dalla sua nascita in Italia – il 26 gennaio del 1921, data di costituzione dell’UNIM Ente Nazionale per l’Unificazione nella Meccanica, poi trasformatosi in UNI in conseguenza dell’ampliamento del campo di attività a tutti i settori, industriali e non - ha accompagnato lo sviluppo del Paese contribuendo al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del sistema economico-sociale, supportando l’innovazione tecnologica, la competitività, il commercio, tutelando l’ambiente, promuovendo la qualità e la sicurezza dei prodotti, dei servizi e dei processi. Nell’interesse delle istituzioni, delle imprese, dei professionisti, dei lavoratori e dei consumatori. Ma quale sarà il ruolo della normazione per i prossimi decenni?
Le nuove sfide si giocano ora anche nel campo dello sviluppo responsabile e sostenibile, del coinvolgimento delle piccole e micro imprese nonché dei professionisti, dell’estensione del concetto di sicurezza all’intero ambito sociale, ma - soprattutto - delle sinergie con il futuro quadro legislativo nazionale ed europeo.
Ne abbiamo discusso con i rappresentanti della normazione mondiale, delle istituzioni europee e nazionali, delle imprese e dei consumatori lo scorso 16 maggio a Roma, in un convegno presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini – Camera dei Deputati. L’invito fondamentale espresso dal presidente Torretta alle imprese italiane e ai consumatori è di contribuire alla normazione tecnica e non subirla.
La sostenibilità, la qualità e la sicurezza sono le parole chiave che la normazione può perseguire soltanto attraverso una maggiore partecipazione di tutti gli stakeholders al processo per la definizione delle norme tecniche. Solo la partecipazione di tutti consente di pervenire a quel mix di contenuti in cui la conoscenza e la tecnologia sono a disposizione di un sistema produttivo frammentato e tendenzialmente mononucleare. Il presidente ISO, Rob Steele, ha ricordato l’importanza della normazione nella promozione del concetto di sostenibilità, cioè di orientare lo sviluppo non solo in una logica economica di puro “business for business” bensì finalizzata a un successo di lungo periodo che oltre al fattore economico tenga conto degli aspetti ambientali e del rapporto con la società: un vero sviluppo socialmente responsabile.
Tra le altre principali sfide che dovrà affrontare la normazione è di fondamentale importanza quella sulla “velocità” cioè sull’adeguamento dei tempi della normazione a quelli sempre più accelerati della società e dell’innovazione, pur senza perdere il consenso che è alla base della credibilità della normazione mondiale.
Per quanto riguarda la sicurezza – secondo Marco Fabio Sartori, presidente INAIL e responsabile del Comitato Sicurezza UNI – le norme tecniche hanno svolto un ruolo fondamentale nel supportare la legislazione negli aspetti pratici di prevenzione del rischio e saranno un elemento importante nelle future attività del polo della sicurezza e della salute costituito dall’unione di INAIL e ISPESL. Con la collaborazione dell’UNI sarà possibile un nuovo approccio alla sicurezza (sul lavoro, domestica, del tempo libero, finanziaria…) che tenga conto delle interrelazioni tra questi aspetti. Per quanto riguarda la competitività delle imprese, la semplificazione dei processi e la chiarezza di comunicazione - tipici effetti della normazione - portano a risultati di enorme importanza per lo sviluppo e la competitività delle imprese, secondo Giorgio Squinzi, vicepresidente Confindustria. Dato che come Paese manifatturiero ad alto costo non possiamo basare la competizione sul prezzo, l’Italia deve competere sulla qualità del prodotto, per condurre una “competizione delle intelligenze”.
Tale competizione ha bisogno di regole che garantiscano la concorrenza e il corretto funzionamento dei mercati, ruolo svolto in questi anni dalla normazione tecnica a livello europeo e internazionale. A livello di micro e piccole imprese Bruno Panieri – Confartigianato – ha ricordato come lo stesso Small Business Act chiede proprio che questi soggetti vengano messi in condizione di partecipare all’attività di normazione, sia per acquisire informazioni sia per influire sulla definizione delle norme. Si tratta di un processo difficile ma non impossibile. Antonello Pezzini, consigliere del Comitato Economico e Sociale Europeo, ha tracciato a grandi linee il quadro che l’Unione Europea sta dipingendo per il futuro della normazione tecnica sempre con la finalità di garantire - con l’innovazione, la competitività, la sicurezza e il rispetto dell’ambiente facilitati dalla normazione tecnica europea - il benessere dei cittadini: collaborazione tra normazione nazionale ed europea, uso delle norme negli appalti pubblici, pianificazione e controllo delle performance della normazione, semplificazione amministrativa sono alcuni degli elementi di base del futuro regolamento. Infine, per quanto riguarda il rapporto con i consumatori Gianni Cavinato – rappresentante del CNCU Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti – ritiene necessaria una stretta collaborazione per raggiungere l’obiettivo della qualità, della sicurezza, della distribuzione più equa delle ricchezze del pianeta e della sostenibilità economico-sociale. Il gap dei consumatori italiani verso la normazione può essere colmato anche con un percorso strutturato tra l’UNI e il CNCU, perché i consumatori non possono definirsi tali se continuano a manifestare una preoccupante estraneità a questi argomenti.
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By autson.com