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DOSSIER ARGENTINA - Settore legno arredamento

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L’Argentina è divisa politicamente in 23 province (Regioni). Le province sono divise in unità secondarie più piccole chiamate “departamentos”, ovvero dipartimenti. Esistono 376 dipartimenti. La provincia di Buenos Aires ha 134 divisioni simili note come “partidos”. “Departamentos e partidos” sono a loro volta suddivisi in municipalità o comuni, che si distinguono tra di loro, secondo la quantità di abitanti. In ordine decrescente per numero di abitanti, le principali città dell’Argentina sono: Buenos Aires, Rosario, Córdoba, Mendoza, Tucumán, La Plata, Mar del Plata, Salta, Santa Fe, San Juan, Resistencia e Neuquén.

L’Argentina è un Paese ricco di risorse naturali; l’agricoltura e la filiera agro-alimentare sono settori produttivi di importanza storica nell’economia locale, nonostante rappresentino solo circa il 10% del PIL nominale. Le industrie più importanti sono quelle dei generi alimentari, chimiche, petrolchimiche e dei veicoli a motore.

Le attività economiche non sono equamente distribuite sul territorio nazionale, infatti  in meno di un quinto del Paese – il distretto federale e le province di Buenos Aires, Cordoba e Santa Fé – si concentrano il 63% della popolazione, l’80% della produzione industriale e il 92% di quella agricola.

Il tasso medio di espansione dell’attività economica considerando il range 2002-2007  è stato del 9% annuo tale crescita ha portato anche ad un chiaro miglioramento degli indicatori sociali. La percentuale della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà è scesa dal 54% del 2002 al  22%, nell’analogo arco di tempo il tasso di disoccupazione è sceso dal 25% al 7.5%.  Il grande recupero argentino post svalutazione 2002 è stato trainato dalla domanda interna e dalle esportazioni tradizionali; buona parte della crescita produttiva industriale (75%) si deve ai settori:. chimico,  alimenti e bevande, automobile, minerali non metalliferi, meccanica.

Lo scenario che si prospetta ad oggi  è quello di una diminuzione del consumo pubblico;  un netto calo è previsto per la crescita dei consumi privati, determinato da un aumento della disoccupazione, una inflazione in grado di erodere i salari reali ed un rallentamento nel credito alle famiglie.

Un raffreddamento si prospetta relativamente alla crescita degli investimenti privati, proveniente  da un contesto di incertezza rispetto alle politiche governative, dalle previsioni estere sfavorevoli e dall’affievolimento del boom dell’edilizia residenziale. Un altro freno alla crescita è collegato alle ristrettezze energetiche, ciò nonostante, gli investimenti totali dovrebbero continuare a crescere, grazie al protrarsi dei lavori di realizzazione di progetti pubblici relativi all’energia ed alle infrastrutture.

Per il 2010 si prevede una modesta ripresa sia della crescita degli investimenti che del consumo privati, legata ad un andamento analogo dell’economia globale e una minore inflazione, mentre si prospetta un rallentamento della espansione del consumo pubblico, data l’ulteriore riduzione dei sussidi al settore privato.

Dal lato dell’offerta, per il biennio 2009- 10, si prevede un supporto all’edilizia derivante dalla realizzazione di opere pubbliche, in grado di compensare il rallentamento del boom del settore residenziale. Dopo la forte ripresa registrata nel biennio 2007-08, nel 2009 la produzione agricola si prevede possa essere colpita da prezzi più bassi e da un impatto ritardato dell’intervento governativo. Tra i servizi, i trasporti e le telecomunicazioni, il commercio al dettaglio e all’ingrosso ed il settore finanziario sono stati stimati come i settori con una più rapida crescita, sebbene rallentata dalla moderazione del consumo privato.

Italia ed Argentina sono legate da accordi bi e multi-laterali di seguito sinteticamente descritti:

    Dal 1998 è attivo un programma di assistenza tecnica per favorire la creazione di distretti industriali nelle Provincie di Buenos Aires, Santa Fe, Córdoba e Mendoza.

    A seguito della crisi economica dell’Argentina del 2001, il Governo italiano ha reinserito l’Argentina tra i paesi beneficiari di iniziative a credito della Cooperazione allo Sviluppo, sia a favore delle Piccole e Medie Imprese, swia delle strutture sanitarie pubbliche argentine.

    Da luglio 2002 sono stati approvati 32 nuovi progetti, con uno stanziamento totale della Cooperazione italiana superiore ai 22 milioni di Euro.

    Nel  2007 è stato avviato il Progetto di formazione degli alti quadri del Mercosur e la firma dell’Accordo Italo – Argentino di Cooperazione Triangolare, in base al quale l’Italia e l’Argentina realizzeranno congiuntamente attività di cooperazione a beneficio di un Paese terzo dell’America Latina.

    Strategia di azione 2007 – 2013: con interventi nel settore produttivo in un primo momento, ed in un secondo momento nel settore sociale, rivolti entrambe alla formazione ed alla salute.

Il duraturo e proficuo scambio tra i due Paesi è stato sicuramente favorito e sviluppato  anche da motivazioni sociali (l’affinità nello stile di vita, nei valori culturali e nelle abitudini commerciali) che, nel corso del tempo, hanno accresciuto e rafforzato la presenza italiana in Argentina.

Un analisi per settori mostra che gli acquisti argentini di prodotti italiani hanno registrato fino al 2008 aumenti percentuali nella maggior parte dei settori, specialmente in alimenti e bevande (109,5%) cuoio e pelli e loro manufatti (54,5%), materie tessili(45,8%) prodotti di derivazione animanel (40,8%) , prodotti in plastica, gomma e loro derivati (32,8%) 

Per quanto riguarda l’export argentino nell’interscambio bilaterale un’analisi per grandi comparti merceologici indica che i valori più significativi delle vendite verso l’Italia si registrano nel settore alimentare (cereali, semi oleosi, care) con circa 315 milioni di dollari .

Le Marche 

Le esportazioni delle Marche verso i Paesi dell’America centro- meridionale rappresentano al 2,5% del totale dell’export marchigiano e nel 2007 hanno registrato un incremento del 30,4%rispetto all’anno precedente.  L’Argentina si colloca al quarto posto per quota di importazioni 

Le esportazioni marchigiane verso l'argentina  consistono  per il 69.8% in macchine ed apparecchi meccanici, per il 10,8% in metalli e prodotti in metallo er il il 5.8% in articoli in gomma e materie plastiche. 

Disgregando i dati si puo’ notare che le importazioni di prodotti alimentari sono composte per l’83,2% da oli e grassi vegetali e animali e per il 16% da pesci conservati e trasformati a base di pesce. L’import di prodotti agricoli è invece costituito prevalentemente da prodotti dell’orticultura e della floricoltura mentre quello dei prodotti in metallo è composto per la quasi totalità da altri prodotti della trasformazione del ferro e dell’acciaio. 

Le esportazioni del settore macchine ed apparecchi meccanici sono composte per lo più da elettrodomestici e da macchine utensili tra cui una buona percentuale risulta essere relativa alle macchine per la lavorazione del legno.

Prime lavorazioni - Settore Mobiliero

Scarica qui i Pdf relativi alle Prime Lavorazioni ed al Settore Mobiliero:

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Matching

Per favorire la promozione degli scambi e la creazione di partnership commerciali è possibile utilizzare il sevizio di matching.

Per parteciparvi è sufficiente compilare la scheda allegata.

 Sulla base delle richieste delle singole aziende verranno di seguito identificate, grazie alla rete di cooperazione attivata da COSMOB in Argentina, le possibili prospettive di mercato e le opportunità di collaborazione.Scarica qui la scheda di Matching:

 icon scheda Matching (29.49 kB)

 

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