
Una nuova tendenza nel modo di fare arte è quella dell’Eco-design. E’ la parola stessa a suggerirne l’obiettivo: proporre un design ecologico attento agli aspetti ecologici, che consenta di dare una seconda vita ai materiali.
Plastica, gomma, alluminio, vetro, carta e tutte le altre materie prime già incorporate in oggetti, possono tornare oggi ad essere prodotti di uso comune riducendo gli impatti negativi sull’ecosistema. Negli ultimi anni tale approccio è stato accolto con entusiasmo dal mondo dei designer e di molte aziende, perché nel panorama internazionale contemporaneo, il concetto di “riutilizzo” assume una forza concettuale importante.
Sulla scia di questa tendenza, il Cosmob ha avviato una campagna di sensibilizzazione verso i propri associati, imprenditori e progettisti con il tema “Eco- design e l’arte del riciclo”. A tale progetto partecipano nomi noti nel panorama dell’Eco-design, come gli architetti Paolo Nava e Riccardo Arbizzoni, nonché alcune aziende del distretto pesarese al fine di trovare assieme una formula per trasformare i materiali di recupero, naturali e non, in oggetti di uso comune. Coordinati dall’arch. Angela Bianchi gli studenti, organizzati in un gruppo di lavoro, devono realizzare mobili, gioielli, accessori o qualsiasi altro oggetto in cui l’unico requisito richiesto è la creatività.
L'esercizio del "riuso" che permette ai giovani futuri designer di avvicinarsi ad una dimensione del fare tra design, tecnica e valori ambientali.

A questa iniziativa hanno già aderito importanti aziende quali Componenti (DMM Arredamenti) e Grossi Lamiere, che hanno deciso di includere nelle loro gamma di prodotti alcuni articoli che possiedono le caratteristiche dell’Eco-design. Il lavoro concettuale del “riuso” e dell’”uso” degli oggetti e la loro nuova valenza funzionale, potrà condurre ad esiti capaci di una grande forza espressiva.
Al termine di questo percorso, in cui saranno anche organizzate tavole rotonde tra designer ed imprenditori, verrà allestita una mostra di tutti gli oggetti progettati dagli studenti, dove saranno gli imprenditori stessi a sostenere la reale fattibilità delle idee.
Le nuove realizzazioni saranno motivo di riflessione sul senso del design e sul processo creativo con particolare riferimento a temi quali la sostenibilità ambientale, il rapporto tra industria e creatività, tra locale e globale.